ALBERGHI, RISTORANTI E VILLEGGIATURE
nella Lecco di fine '800
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Lecco per essere il luogo di convegno di molti italiani che quivi si danno la posta per passarvi la stagione estiva ed autunnale; per l'ampio spettacolo di naturali bellezze che da ogni intorno presenta a pascolo di fervide immaginazioni d'artista, e per essere anche un punto di transito pei touristes d'oltralpi che visitano i nostri laghi, ha più alberghi di quanto a primo aspetto si potrebbe supporre.
Ve ne son tre di prim'ordine degni d'una città ben più vasta che non sia Lecco, e che presentano il più completo confortatile desiderabile. Sono questi il Leon d'oro, l'Italia e la Croce di Malta; ne contiene poi un buon numero di secondare, fra i quali accenneremo i migliori, nonchè ristoranti , caffè e via dicendo. Poi sulla riva sinistra del lago case intiere d'affittarsi ai villeggianti; appartamenti ridotti, e camere ammobiliate un po' dappertutto, sicchè tutto il difficile si riduce ad una buona scelta.
Il Leon d'oro, diretto dal signor Ezechiele Mauri, è il più vetusto ed è un albergo molto raccomandato, ora poi ridotto completamente a nuovo. A' suoi tempi ospitò il re del Belgio Leopoldo 1, il duca di Modena, il viceré Raineri, e quel sapiente re Giorgio di Sassonia che tradusse nell'idioma di Goethe e di Schiller la Divina Commedia. Più tardi ebbe ad ospitare il principe Tommaso e la principessa Margherita ed altri illustri personaggi che troppo lungo sarebbe enumerare. Ha bellissimi appartamenti e camere ammobiliate, sale grandiose con gabinetto di lettura e sala di conversazione con pianoforte. Scendendo alla stazione della ferrovia od e quella dei piroscafi vi trovate subito il suo omnibus. A quest'albergo troverete un buon servizio di barche e battelli con e senza barcajuolo, vetture apposite per viaggi nella Svizzera o gite anche più brevi; infine la comodità del servizio postale in casa. Qui del resto ci si può venire anche come semplice consumatore, essendoci ristorante con pranzi a prezzi fissi, alla carta, e se più vi garba con pensione.
L'Italia è il solo albergo che sia posto in riva al lago e vicino all'imbarcadero dei piroscafi Bianchi e Comp., per ciò viene da molti preferito ad ogni altro. Infatti dalle sue finestre si affaccia la veduta dell'Alpi Retiche e delle placide acque raccolte fra i monti più vicini e noi. Ha belle sale terrene con ampi finestroni anch'essi prospicienti sul lago, ed un terrazzo da cui si spazia collo sguardo a tutt'agio per l'ampio panorama. Ha questo albergo un servizio di barche pronto ad ogni vostro minimo cenno, non che di vetture e di carrozze per qualsiasi viaggio o passeggiata; servizio d'omnibus per le stazioni, e tutte infine quelle comodità che si possono desiderare in un albergo di prim'ordine. Sembra questo l'albergo prediletto dai generali d'armata: non già che non si vedano altro che spalline, ma perchè quivi soggiornò il generale Molke, il De Revel ed altri molti dell'esercito italiano. Ha bellissimi appartamenti e sale di conversazione; e per dirvi in una parola quanta certezza vi sia di trovare un alloggio conveniente, vi basterà che soggiunga aver qui dimorato a lungo il generale Cialdini.
Viene terzo La Croci di Malta; esso pure un grande albergo, ed interamente rimesso a nuovo. Per la sua posizione centrale davanti alla piazza del teatro è assai frequentato. È qui dove alloggiò il generale Garibaldi dopo gli allori di Varese, ed il Petrella quando scrisse l' opera dei Promessi .Sposi su libretto del lecchese Ghislanzoni, che venne data per la prima volta sulle scene di questo teatro.
Sono alberghi di second'ordine le Due Torri ed il Morone, il Cappello e la Corona, alberghi tutti con stallazzo ; per cui nei cortili vedi quell'affaccendarsi di legni, di veicoli d'ogni sorta, carrettieri, conduttori e postiglioni che ricordano il modo di viaggiare di quarant'anni fa, per altro qui ancora necessario per gli accessi montani. Fra questi è in special modo raccomandato L'Arpa posto in piazza del teatro, che associa a questo genere di servizio quello più moderno d'albergo cittadinesco, in un'ala separata del fabbricato, con belle sale e buon alloggio a prezzi miti, servizio di ristorante e vini eccellenti.
Abbondan pure le trattorie, ma la più raccomandabile e insieme la più indicata pel forestiero, è la Cetra; perchè tiene anche bellissimi alloggi. Di questa Cetra posta in via Roma, non potremmo mai dire abbastanza. Come trattoria è senza dubbio la migliore di Lecco; ci si sta assolutamente bene: il servizio ne è inappuntabile ed i prezzi più che onesti. C'è poi una padroncina con due occhietti brillanti, sempre vispa e sorridente, che per i suoi avventori si farebbe in quattro. Gli alloggi costano meno che all' albergo, come è naturale, mentre le stanno al pari per comodità ed eleganza. Andate alla Cetra!
Nè questi soli sono i ricapiti che possiamo indicare al forastiero, giacchè abbondano pur anco i caffè ristoranti.
Vicino alla stazione, per esempio, ce n'è uno ove ci si sta benissimo, ed alla proprietà, eleganza e prontezza di servizio, corrisponde una buona cucina col pregio impareggiabile dei prezzi onesti. Ha belle sale e salottini appartati, o se vi piace l'aperto, un bel giardino. Fa servizio di caffè ed ha una cantina fornita d'ogni ben di Dio.
Nel centro della città il caffè principale è quello detto delle Colonne, posto nella centralissima via Roma, e diretto dal proprietario signor Tommaso Picenoni. È un caffè di prim'ordine con bigliardi, che tiene servizio di ristorante per le colazioni sino a mezzogiorno. È questo il luogo di convegno dell'eletta cittadinanza e dei villeggianti, ove i signori mariti conducono le signore mogli a prendere il gelato o sorseggiare una tazza d'eccellente Moka; ha moltissimi giornali politici ed illustrati, italiani ed esteri e credo sia l'unico sito ove si possa bere birra di Vienna perchè in tutto Lecco non si consuma che birra di Chiavenna; qui troverete liquori finissimi e vini esteri genuini : è il solo caffè ove si possa bere una bottiglia di Champagne o di Cognac Mousseuse.
Anche al caffè del Commercio posto più avanti nella stessa via si beve una buona tazza di Moka. Infine dirò che al Largo Manzoni alla trattoria dell'Unione troverete una buona cucina e del buon vino a prezzi veramente onestissimi.
Se invece il viaggiatore è soltanto di passaggio, ed intende di procedere per la via del lago, o dal lago si reca alla ferrovia, in questo caso passerà bene quell'ora di sosta al Ristorante del lago vicino all'imbarcadero della 'Società Lariana.
E questo un gran salone sostenuto nel mezzo da tre colonne ed avente dei poggiuoli che guardano sul lago, tanto vicino al ponte d'imbarco della Società Lariana, che da essi si saluta ancora l'amico che parte sui piroscafi, e quasi gli si stringe la mano. È perciò una comodissima sala d'aspetto, animata dal: va e vieni dei forastieri. Dai poggiuoli si scende per una scala sul lago ; ivi troverete a vostra disposizione un servizio di barche. Gli omnibus che fanno il servizio cumulativo fra la ferrovia e l'imbarco sono obbligati a portare il passaggero fin qui, e chi si vedesse trasportato altrove, ciò che accade spesso, ha tutto il diritto di protestare e di farsi ubbidire. Questo ristorante, unico nel suo genere in Lecco, non ha nulla di comune cogli altri siti. Qui trovi unito al rigido servizio di un ristorante di stazione, quella serena tranquillità che si cerca da chi fugge i rumori della città per la quiete della campagna e del lago. Il movimento dei piroscafi che si vede da ogni punto della sala, le placid'acque che si stendono davanti sino all'opposta riva di Malgrate, e la luce tranquilla che si diffonde per la sala fanno un ambiente simpatico che invita ad una lunga sosta. Il monte che gli sta dirimpetto si chiama Baro, ma per l'inclinazione delle falde che presenta visto da questo punto, e per la sua altezza, assomiglia assai al Vesuvio, sì che puoi immaginare di trovarti nel golfo di Napoli e di sognare cogli occhi aperti. A meglio accarezzare questa illusione il conduttore con mille seduzioni e con tutte l'arti in cui è maestro, ti persuade a bere un Capri bianco di sei anni molto fino e delicato, un Marsala vergine di squisitissima fragranza, od un Greco Gerace di tre anni che dà lor sgambetto allo Xeres più fino che possa offrire la Spagna; un Lacryma Christi che vince al paragone tutti i Bordeaux ed i Borgogna di questo mondo.
Ne crediate perciò che dandosi il lusso di vini sì pregiati abbiate poi a risentirne soverchio danno alla borsa, che invece spenderete sempre meno di quel che occorrerebbe pel più modesto Medoc.
Oltre ad un scelto assortimento di vini italiani troverete pure ogni specialità in liquori sì nostrani che forastieri, ed un deposito della vera acqua di tutto cedro di Salò che è la meglio conosciuta anche dagli stranieri i quali ne fanno un gran consumo.
A norma poi di coloro che si fermeranno in Lecco per visitare i luoghi dei promessi sposi, avvertiamo che troveranno qui le più sicure guide per accedere al palazzo di Don Rodrigo, al castello dell'Innominato, ed al paesello di Lucia, dovendo in gran parte al conducente di questo ristorante signor Carlo Fighetti, che lo ebbi compagno nelle mie escursioni, i felici risultati ottenuti in queste ricerche, diventate così difficili dopo le intricate asserzioni fatte dalla tradizione: troveranno inoltre servizio di carrozza per qualunque passeggiata.
Però il forastiero che sceglie Lecco per soggiorno campestre, non si accontenta ancora di tutta la serie di comodità che abbiamo finora descritte, e bene spesso darebbe la preferenza a un luogo fuori mano lontano dai rumori della città, - in riva al lago per esempio -, ove i silenzi della campagna cullano in. ozio beato, e le passeggiate romantiche si possono fare più di frequente; ove alle comodità del viver cittadino fosse associato all'agreste poesia dei campi. - Se ha famiglia amerebbe trovare un appartamentino in un luogo ameno, non troppo lontano dalla città per riguardo ai bisogni quotidiani, e non così vicino da far dimenticare di essere in campagna.
E noi, come quei bottegai che hanno ogni genere di mercanzia e che per non lasciarsi sfuggire nessun avventore vanno a rovistare per ogni angolo del magazzeno, per trovare quella tal merce, quel tal articolo speciale che lor viene richiesto, ben felici se possono dimostrare che nel loro negozio c'è un po' di tutto, daremo altre indicazioni complementari atte a prevenir domande, e a dimostrare come due e due fan quattro che qui è il vero paradiso del mondo ove c' è posto per tutti, ove si ponno soddisfare tutti i gusti , sì che quando uno arriva a metterci piede non se ne allontana più.
Infatti, all'opposta riva del lago, vicino all'emissario dell'Adda ed ai piedi del Montebaro, dove passa la strada che conduce a Malgrate ed a Valmadrera, c'è un gruppo di belle case che sono un albergo, un villino, degli annessi e dei fabbricati con appartamenti d'affittarsi mobiliati o vuoti, e che ponno stare tanto congiunti all' albergo come separati, sì da poter essere all'occorrenza l'uno e l'altro contemporaneamente. Sono stabili d'un sol proprietario ciò che spiegherà la loro connessione, con di dietro giardini cintati, ed al di là della cinta giardini naturali e boschi con sentieri solitari sprofondati nell'ombra, perchè il Mombaro è, rispetto a loro, a ponente , onde dopo mezzogiorno questo luogo è deliziato da una continua frescura. E' stato battezzato col nome di Albergo del Porto, ed il villino si chiama Bellosguardo. È un albergo che si sta allestendo anche quest'anno per la stagione, comodissimo ed elegante, montato a grande albergo senza il relativo pepe sui prezzi perché ancora non gode tutta la fama che si merita, e non è indicato sulle guide straniere. Meglio quindi per noi, dirò egoisticamente, che intanto ci possiamo andare con poca spesa. Però i forastieri ci si recano a farvi una visita anche quando fuori stagione l'albergo è chiuso, perché da questo posto si contempla il più bel spettacolo di natura che possa offrire il lago di Lecco.
Quando il tramvai da Milano sarà un fatto compiuto, passerà proprio dinanzi a questo albergo, e, naturalmente, farà sosta. Non occorre quindi esser profeta nè figlio di profeta per indovinare quanta gente, quanti milanesi in ispecie, verranno qui, foss'anche per un giorno solo, a deliziarsi di questa sovrana poesia della natura; a solcare colla barca le placid'acque del lago ; a dimenticare gli affari, le noie, le facce di tutti i giorni. Al tempo dei bagni su queste spiagge di finissima ghiaia si erigono i baracconi péi bagnanti, e proprio sul luogo c'è una fontana d' acqua perenne deliziosissima ed igienica che tutti vengono a bere per eccitare l'appetito. A tarda ora di sera, od al mattino successivo, si prenderà il tramvai per Milano ove chiamano quei benedetti affari; ma il ricordo di questi siti resterà nell' animo come una promessa, come un proposito, di ritornarci assolutamente un'altra volta..
Infine pochi passi più innanzi c'è Malgrate, luogo frequentatissimo dai villeggianti, ed ove trovansi ville ammobiliate e rimesse a nuovo, appartamenti e camere. Chiedete dei signori fratelli Brusadelli e troverete d'accomodarvi facilmente. La vista che si offre a Malgrate è quella stessa che si ha all'albergo del Porto : Lecco resta dirimpetto e ci si va in barca 10 minuti. E' poi Malgrate un paese invidiabile per la gran frescura che si gode anche nell'ora della cani. cola, si che tutte le passeggiate si fanno all'ombra.
Ed ora avremmo finito, se non fosse per quella tal ragione del bottegaio che abbiamo detto poc'anzi , che, ci fa cercar fuori anche a noi 1' ultimo campione della nostra merce, nella speranza d'accontentar tutti i gusti.
Avremmo finito, dico, se non ci fosse un sitarello che ci stava a cuore di indicarvi fin dal principio di questa nostra esposizione, e di cui non avendone parlato prima ci è ben grato di poter finalmente parlarvene ora e con tanta maggior libertà quanto meglio sappiamo di non avere in seguito altre cose d'aggiungervi.
A taluni de' miei lettori gradirebbe un altro genere di dimora: un sito modesto per esempio, ma insieme dotato di qualche attrattiva, che presentasse bensì 1' ambiente campestre, ma ancora nel mezzo del mondo dei villeggianti, e che senza essere umile fosse economico in modo da conciliare il divertimento colla spesa, l'utile col dilettevole. C'è infatti un genere di villeggianti che non ha seguito di mogli, di famiglia, di domestici; giovanotti per lo più cui la campagna non è luogo prescelto a riposo, ma argomento per nuovi viaggi, per arrampicarsi sui monti, per fare escursioni, andare a caccia, e che so io; ed a cui basterebbe una buona cena ed un buon piatto per dirsi felici: artisti, letterati, pittori, capi ameni, a cui le mollezze del comfortable cittadino va tutto a scapito di quella vita rustica che cercano nella campagna -e che appunto non si trova nei grandi alberghi ove tutto procede con ordine compassato: ebbene, per tutti costoro noi additiamo un romitaggio che sembra fatto apposta per loro; poco lungi da Lecco, e quasi congiuntovi dalle case che si vanno mano mano costruendo fino a che diventerà parte integrante di esso, vogliam dire a Pescarenico, il cui romitaggio é l' Osteria delle Piante, così chiamata pei quattro grossi platani che ha davanti a sé sulla strada, ed altrettanti internamente nel giardino.
È Pescarenico (sentite il Manzoni) una terricciuola sulla riva sinistra dell'Adda, o vogliam dire del lago poco discosto dal Ponte: un gruppetto di case abitate la più parte di pescatori, ed addobbate qua e là di tramagli e di reti stese ad asciugare, ed ove c'é ancora in piedi, soggiungiamo noi , il convento di fra Cristoforo. Ora però é alquanto cambiato ed al gruppetto di case s'aggiunsero abitazioni nuove che distruggono in parte l' aspetto di rusticità,che aveva ai tempi del romanzo.
Quel -paesello, dice Ghislanzoni, or fanno appena trent'anni presentava ancora la rusticità vetusta del medio evo. Oggi il progresso ha aperto una breccia di prosa stradale fra gli umili túguri; e i silenzi dei pescatori così pieni di calma e di poesia, vengono interrotti brutalmente dagli stridori della. locomotiva.
Con tutto ciò . Pescarenico presenta ancora delle attrattive che riesce difficile spiegare. Quei che giungono a Lecco senza uno scopo determinato, vengono subito a vedere questo paesello, come attratti da una forza incognita, ma che é presto capito derivare dall'essere il suo nome il solo che ci sia rimasto impresso nella memoria dalla lettura dei Promessi Sposa. Anche i lecchesi però lo hanno spesso a meta delle loro passeggiate, ed il bellissimo stradone che abbiam detto, diventa nelle grandi occasioni il loro corso. Però quando ci si è arrivati, il nuovo delle case sulla strada fa volgere con sùbita compiacenza lo sguardo a sinistra dove l'Osteria delle Piante, col suo aspetto campestre, ha ancora qualche cosa dell'antico, e nell'interno si trova un giardino ombreggiato da platani spessi e rigogliosi, dove infine una bella ragazza mantien viva la simpatia dei sito. Ne crediate che il mio dire sia ispirato a un sentimento personale soltanto, perché di costei se ne occuparono persone di ben altro affare che non io… Qui il Ghislanzoni soggiornò a lungo. compiacendosi della compagnia di questa ragazza: - è. essa una giovane di non comune talento e molto istruita, ciò che spiegherà le molte simpatie che ispira; mentre il vestire dimesso, cogli zoccoli ai piedi e tutto l'aspetto modestissimo la rendono ancor meglio interessante ; dippiù. è bella, anzi più simpatica che bella, e - caso raro - non invanita de' suoi pregi, alta e ben fatta della persona, ha il sorriso piacevole e lo sguardo espressivo; le manca però ancora quel soffio dell'amore che ha virtù di portare alla massima potenza d'espressione le belle forme del corpo e la dolcezza del sembiante. Potrebbe essere un'Ebe, una Giunone, od una Maria Stuarda da palcoscenico, se io dovessi ribattezzarla le imporrei il nome di Cleopatra , ed invece si chiama appena appena Pasqualina. Vedi destino dei nomi! Pure ad onta della modestia del nome, quanti càpitano a Lecco per distrarsi, che é che non è, quasi si siano scambiata parola, cascan qui dentro e ci rimangono a lungo. Qui soggiornò il Fontana scrittore e il Fontana pittore, l'Onufrio , il Perelli della Lombardia, tutti i capi scarichi, la boeme intelligente di Milano, ora morta. e sepolta; persino il Filippo Filippi le dedicò il tributo della sua ammirazione nelle colonne dell'aristocratica "Perseveranza", ed i lecchesi, o dirò meglio la gioventù intelligente di Lecco, viene a trovare la Pasqualina come si anderebbe ad una eletta conversazione per ricrearsi lo spirito; talché si vede in questa osteria pescatori ed avvocati, abiti neri e giacche di frustagno in democratica confusione, ed in mezzo a tutti aggirarsi costei sorridente di giovinezza, brillante d'ingegno, pronta al frizzo del pari che al complimento, senz'ombra d'alterezza e colla massima disinvoltura, servire il quintino a quel della giacca e discorrere d'arti o di lettere col signore dalla cravatta bianca.
Un'ultima particolarità di questa osteria é quella del pesce di mare, che qui meglio che altrove, meglio che nella stessa Milano, si può avere tutti i giorni; e ciò per la ragione che gli antichi pescatori del Manzoni diventati a poco a poco grossi negozianti di pesce con un rilevante commercio d'esportazione all'estero; grazie agli "stridori della locomotiva" sono sempre ben forniti anche del pesce più fino dell'Adriatico, sì che ad ogni istante puoi trovar pronto a' tuoi cenni trote del lago e sfoglie delicate del mare, storioni del Po e tonno fresco da cucinarsi a capriccio, e poi triglie, branzini, anguille di Comacchio, per non dire degli altri d'acqua dolce che pur ce ne sono di finissimi e di saporiti.
Qui gli alloggi costano meno che altrove, peccato che di camere ce ne siano poche.


da "Guida di Lecco" compilata da Giuseppe Fumagalli
Edizioni Vincenzo Andreotti detto Busall, 1881
Ristampa anastatica a cura di "Casa Editrice Stefanoni" - Lecco.

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