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Stemma del Comune di Maggianico

MAGGIANICO COMUNE

I Comuni di Belledo e di Chiuso si unirono per formare Maggianico. Era la primavera del 1869.
Ultimo ad apparire sulla scena dei Comuni del circondario, Maggianico è stato anche l'ultimo ad essere assorbito dalla «nuova grande Lecco», nel 1928. Il rione di Belledo aveva anticipato la «madre-patria», passando con la Città quattro anni prima.
La fusione dei due Comuni non fu facile. Venne iniziata nel 1866 e conclusa nel '69. Il regio decreto di Vittorio Emanuele II porta la data del 24 gennaio 1869, emesso in Firenze, allora capitale del Regno.
Il documento stabiliva che a partire dal 1° aprile 1869 «i Comuni di Belledo e di Chiuso sono riuniti in un
solo, assumendo la denominazione della Borgata Maggianico, che ne sarà il capoluogo».
Le maggiori resistenze alla fusione vennero da Chiuso il Comune più piccolo, con 334 abitanti. Il Consiglio Comunale di Chiuso disse due volte «no», nelle sedute del 17 giugno 1866 e del 5 maggio 1867, alla progettata concentrazione.
Le delibere, dovute ad «un malinteso senso di autonomia generato dalle brighe e dai raggiri di pochi demagoghi» — come venne scritto nell'epoca —, non mancarono di provocare un diffuso malcontento fra la
popolazione stessa di Chiuso che vedeva, nel nuovo più grande Comune, la possibilità di avere a disposizione il medico, l'ostetrica ed altri servizi.
Nella seduta del 30 maggio 1867 il Consiglio di Chiuso approvò poi una mozione dove affermava che «avendo mezzi economici bastanti per sostenere le spese», intendeva conservare la propria autonomia.
Belledo era ben più consistente di Chiuso, contando, nel 1867, 1277 abitanti. Era uno strano Comune, almeno come sistemazione geografica e residenziale, quello di Belledo. Il capoluogo, il vecchio nucleo che si trova oggi vicino alla Parrocchiale sorta nel 1905, e che allora si raccoglieva intorno alla Chiesa di S. Alessandro contava 189 abitanti contro i 383 di Barco. Il territorio comprendeva poi due altri nuclei: Missirano (165 abitanti) e Gaggianico (42). Il nucleo di Gaggianico è oggi scomparso nell'area del complesso industriale Fiocchi, nella parte alta di Viale Valsugana. Due frazioni, Maggianico e Barco, erano decisamente maggiori del capoluogo; ma non solo. Maggianico era sede della Parrocchia (eretta nel 1567) che estendeva la propria giurisdizione sino a Belledo.
I motivi che portarono anche le superiori autorità governative e prefettizie a consigliare, in un primo tempo, la fusione, e a fare poi aperte pressioni in merito, possono essere riassunti in brevi considerazioni.
Chiuso, nonostante le deliberazioni consiliari dove affermava di possedere mezzi economici sufficienti, era quasi impotente a sostenere perfino le spese obbligatorie di bilancio.
Belledo era un piccolo centro che appariva isolato, relegato in una posizione geografica decisamente secondaria rispetto alle nuove direttrici di traffico e di commercio, che si andavano formando.
Maggianico appariva un centro in continua crescita, posto sulla provinciale e sulla linea ferroviaria per Bergamo, situato a metà strada fra le sedi dei due Comuni, sede parrocchiale da tre secoli.
Belledo era troppo lontano e troppo decentrato per continuare ad essere la sede di un Comune destinato ad assorbire anche Chiuso. Maggianico, invece, come afferma la relazione del tempo, si trovava a metà strada fra Belledo e Chiuso. La distanza della borgata era di mt. 1443 con il primo centro, e di mt. 1252 con il secondo.
La soluzione migliore era appunto quella di sciogliere i due Comuni esistenti, per diversi aspetti ormai superati dall'evolversi dei tempi, e formare un nuovo ente locale con sede in Maggianico.
La posizione «oltranzista» della maggioranza consiliare di Chiuso nei confronti della fusione, venne decisamente scossa da un esposto inviato alla Prefettura di Como nel luglio del 1867.
Il documento, firmato da venti cittadini, tutti elettori amministrativi del Comune di Chiuso, protestava contro la posizione assunta da un gruppo di consiglieri contrari all'unificazione, e sottolineava le scarse disponibilità finanziarie del Comune nonché la difficoltà, in un centro così piccolo, di trovare un numero qualificato e sufficiente di cittadini «capaci di amministrare con saggezza, sapienza e rettitudine l'ordine e l'interesse pubblico». Il Consiglio Comunale di Belledo si riuniva il 6 ottobre 1867, sotto la presidenza del Sindaco Ulisse Ghislanzoni, approvando la fusione nel nuovo Comune di Maggianico con la condizione che, a Chiuso, fosse conservata la Scuola Elementare maschile. Gli amministratori dei due Comuni si erano consultati, e avevano deciso una reciproca collaborazione in sede di delibera: ogni Consiglio Comunale avrebbe posto la condizione che l'unificazione avvenisse lasciando alle ex-sedi comunali la scuola elementare. La deliberazione di Chiuso doveva venire nell'estate successiva, il 1° giugno 1868. La resistenza interna alla fusione era stata numericamente ridotta, ma rimaneva, più che mai viva, in un gruppetto di consiglieri comunali. Durante quella seduta, infatti, i Consiglieri Pietro Valsecchi fu Bortolo, Pietro Valsecchi fu Battista, Severino Ghislanzoni e Celestino Castagna abbandonarono l'aula, in segno di protesta, quando giunse la votazione sull'aggregazione del Comune di Chiuso con Belledo. I voti favorevoli furono cinque: il Sindaco Ing. Francesco Brini, i consiglieri Vittorino Campelli, Angelo Chea, Luigi Frigerio e Gerolamo Laini.
Dopo il regio decreto del gennaio 1869 i Sindaci di Belledo e Chiuso, Ghislanzoni e Brini, convocarono su disposizione della Sottoprefettura di Lecco, l'assemblea elettorale per l'elezione del nuovo Consiglio Comunale di Maggianico.
Le elezioni vennero indette per il giorno 14 marzo 1869 alle ore 10, nell'Oratorio di S. Rocco, in Barco.
Il seggio elettorale era presieduto dal Sindaco di Belledo, Ghislanzoni. I quindici nuovi consiglieri di Maggianico furono (in ordine alfabetico): Giuseppe Bellingardi, Mosè Bolis, Francesco Brini, Vittorino Campelli, Celestino Castagna, Severino Chea, Giuseppe Delazzari, Giovanni Figini, Giovanni Genazzini, Giuseppe Ghislanzoni, Filippo Ghislanzoni, Giuseppe Invernizzi, Angelo Pattarini, Vincenzo Perego e Luigi Todeschini. Sindaco venne eletto Ulisse Ghislanzoni, già primo cittadino di Belledo, che rimase in carica sino all'agosto del 1872. Il Ghislanzoni si ritirò dalla vita pubblica presentando una lettera di dimissioni irrevocabile alla Giunta. Era stato Sindaco, tra Belledo e Maggianico, per nove anni.

da: "Lecco: da Borgo a Città" di Aloisio Bonfanti (C.B.R.S. EDITRICE / LECCO - 1990)

Regio decreto costituzione Comune di Maggianico
Regio decreto costituzione Comune di Maggianico - 24 gennaio 1869


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