Maggianico

Breve Storia della Parrocchia

Questo testo era in una cartella dattiloscritta di metà degli anni '90, in coda ci sono le riproduzioni di una raccolta di cartoline della chiesa parrocchiale (N.B.)  

BREVI CENNI STORICI DELLA PARROCCHIA DI SAN ANDREA APOSTOLO IN MAGGIANICO

Maggianico, che in tempi lontani era chiamata Anzellate, Incillate, Ancillate ed anche "Mazano" come troviamo nella biografia di San Girolamo Miani, fu eretta a Parrocchia autonoma da San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, con decreto del 12 Novembre 1567.
Dobbiamo notare che in precedenza la chiesa di S. Andrea apostolo, che come edificio non era certamente quella attuale, dipendeva dal Prevosto di Lecco il quale allora risiedeva a Castello e che a Maggianico (Anzellate) mandava un cappellano con facoltà di amministrare i Sacramenti e celebrare la Messa in luogo.
Ma "li huomini di Maggianico" non erano contenti. E piano, piano, senza colpo ferire, crearono quell'atmosfera di affiatamento e di unione entro cui maturano i progetti migliori.
E quando S. Carlo venne da queste parti in visita pastorale nel 1566 chiesero ed ottennero udienza, esposero le loro buone ragioni e si affidarono alla saggezza dell'Arcivescovo perchè mettesse le mani nella questione e cavasse tra le spine, la rosa della loro parrocchia, giuridicamente eretta e canonicamente riconosciuta. E, come abbiamo detto all'inizio, l'anno dopo la parrocchia di S. Andrea apostolo è cosa fatta.
Facciamo qui una considerazione: la parrocchia di Maggianico non è stata voluta di propria iniziativa dall'Arcivescovo o su richiesta di qualche prete. Ma "li huomini" (e certamente anche le donne) di Maggianico, tutti uniti, hanno fatto pressioni - con validi motivi - sul loro Vescovo per essere Parrocchia ed avere il loro Parroco e sono stati ascoltati.
In questa occasione la popolazione assunse l'impegno del mantenimento del parroco e, in contropartita, San Carlo concesse il privilegio (quelli di Maggianico dicevano "èl dèrito") di scelta del proprio parroco fra una terna di nominativi proposti dall'Arcivescovo. Non è che i maggianichesi siano sempre stati di facile accettazione. Molti ricordano ancora la spiacevole situazione del 1951, dopo una votazione contraria all'indicazione dell'Arcivescovo.
Però poi i tempi sono maturati ed a questo diritto la popolazione di Maggianico ha rinunciato nel 1983 con apposito referendum abbinato alla votazione per l'elezione dell'attuale parroco don Gabriele Sala.
Quindi in futuro i Parroci saranno nominati direttamente dall'Arcivescovo.
Nella ricostruzione storica risulta che nella nostra Parrocchia sono passati finora 16 Parroci, compreso l'attuale.
A buon diritto Maggianico è chiamata la parrocchia dei curati di lunga vita.
In oltre 420 anni solo 16 parroci.
In una sua cronaca, Uberto Pozzoli il giornalista-scrittore al quale si ha sempre d'attingere quando si vuol riandare le vicende delle nostre terre, scriveva che certamente tutti bevvero l'acqua della salute che è - a detta di gente maliziosa del territorio - una delle quattro belle cose di cui quelli di Maggianico vanno fieri.
Fra i 16 parroci di Maggianico è un poco controverso il nome del primo : nell'elenco che in passato era esposto dentro una vecchia cornice nella sagrestia della chiesa parrocchiale, era indicato con un punto interrogativo.
Ora nelle lapidi apposte nella cappella dei parroci nel nostro cimitero è indicato in Battista Arrigoni (dal 1567 al 1590).
In un opuscolo della parrocchia di Belledo si scrive che nel 1572 era parroco di Ancillate don Angelo Bargono.
In detto opuscolo si dice pure che nel 1573 il parroco di Maggianico era stato allontanato, senza specificarne il nome ed i motivi.
Anche sul nome del secondo parroco c'è una certa controversia: è indicato in Simone Martini (o De Martini).
Però nell'opuscolo di Belledo troviamo che dal 1573 (anno in cui era stato allontanato il Parroco) aveva cura supplente di Maggianico certo Simone Gianali che poi diventa parroco nel 1578.
Il difetto dei primi parroci è stato di non avere steso una riga di cronaca.
Il terzo parroco, don Carlo Gorio, invece impiantò un vero e proprio "cronicon" segnando ogni vicenda con somma cura.
Le vicende della parrocchia di Maggianico conobbero parecchi momenti veramente tragici.
Citiamo: la peste del 1630 (quella indicata da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi); la grande siccità del 1774 con conseguente carestia; il passaggio e le battaglie sul territorio dei soldati francesi, austriaci, russi, nel 1799) con tutti i soprusi e le ruberie immaginabili, annotate nel "cronicon" dal parroco dell'epoca.
In questi due ultimi tragici eventi rifulse la grande carità del parroco di Maggianico unitamente a quello di Chiuso, don Serafino Morazzone (da tutti chiamato da sempre il "beato" Serafino).
Il 1836 è l'anno dell'epidemia di colera. Risale a questo anno il voto fatto dal popolo di Maggianico a S. Rocco, che ancora oggi è osservato.
In tutto questo periodo di diversi secoli si innesta anche il problema della cura d'anime di Belledo che restò affidata fino al 1900 al parroco di Maggianico, fra molti screzi e controversie.
In questo anno Belledo diventa parrocchia autonoma.
Vediamo adesso, quasi in sintesi, alcune cose particolari.

Cominciamo con le chiese di Maggianico.

La parrocchiale è dedicata a San Andrea apostolo. Subì vari rifacimenti ed ampliamenti.
Il 30 Novembre 1631 il parroco don Carlo Gorio fece l'ingresso solenne e furono inaugurati, e benedetti, con la presenza del prevosto di Lecco delegato dell'Arcivescovo di Milano, i notevoli lavori fatti alla chiesa.
Stando alla cronaca scritta deve essere stato veramente un "festone". Occorre notare che ci si stava riprendendo dopo la peste di manzoniana memoria.
Recentemente, durante gli anni del parroco don Giuseppe Almini, la chiesa parrocchiale venne notevolmente sistemata e abbellita. Fu rifatta la pavimentazione, sistemate le cappelle laterali, creato il nuovo altare secondo le ultime norme liturgiche, dotata di impianto di riscaldamento e fatti parecchi altri lavori.
L'attuale parroco don Gabriele Sala ha provveduto al rifacimento del tetto e di tutto l'esterno della chiesa, oltre a diversi lavori interni.
La chiesetta dedicata a S. Antonio da Padova fu edificata nel 1667 a spese del signor Pepino Manzone "per comodo del popolo di Maggianico" (si intende Maggianico alta).
In questi ultimi anni, sotto la cura del parroco don Gabriele è stata completamente rimessa in ordine, sia all'esterno che all'interno, ed è veramente un bel gioiello in mezzo al vecchio nucleo di Maggianico.
Nella località che ancora porta il nome esisteva una chiesetta, forse nel contesto di un piccolo monastero, che era dedicata a Sant'Ambrogio. Attiguo vi era anche un piccolo cimitero.
Potrebbe essere stato di molto il più antico edificio di culto del nostro paese. Al riguardo c'è un bel racconto scritto da don Giovanni Anghileri, "la leggenda di S. Ambrogio".
Un'altra chiesetta scomparsa era l'oratorio di S. Carlo, S. Giovanni Battista e S. Giuseppe che risultava a Barco nel 1622 e che troviamo ancora fino al 1773. Dopo pochi decenni non c'è più e non se ne conoscono i motivi.
C'era poi una chiesetta o oratorio dedicata a S. Rocco. Già nel 1545 la troviamo; si trattava di una cappella dedicata a questo santo e detta "alla foresta" o "al bosco".
Sia la chiesetta di S. Ambrogio che quella di S. Rocco sono citate nella visita pastorale di S. Carlo del 1566.
Invece la bellissima chiesa di S. Rocco che noi ammiriamo oggi, nella posizione a ridosso del torrente Cif, venne costruita su progetto del noto architetto Bovara dopo il tremendo colera del 1836, a cura della casata dei Ghislanzoni di Barco.
Nel 1958 fu rimessa a nuovo a cura del parroco don Almini e nel 1960 venne l'arcivescovo di Milano cardinale Montini - poi Papa Paolo sesto a incoronare l'effigie della Madonna che sovrasta l'altare.
All'esterno della chiesetta di S. Rocco c'era fino ad allora una "cappelletta" dedicata alla Madonna di Caravaggio e che, a motivo dei lavori di sistemazione del muro di recinzione, venne abbattuta.
Avrebbe dovuto essere ricostruita nel lato a monte della chiesa vicino al ponte verso via Mascagni.
Peccato però che finora ciò non sia stato fatto. Speriamo nel futuro.
Pensando a tutte queste cose viene spontaneo dire che la gente di Maggianico è sempre stata molto generosa nei riguardi della propria parrocchia e delle proprie chiese ed opere annesse. Le sente veramente come cose proprie.
A questo proposito non possiamo dimenticare il parroco "buono, buono" don Giuseppe Dell'Oro, che profuse in vita e il resto lasciò alla morte, notevoli sostanze e beni familiari per la nostra parrocchia(che fu sua per 45 anni) ed anche per altre fuori Maggianico: ad esempio per quella di Pescate.
Un cenno lo dobbiamo al campanile della chiesa Parrocchiale.
La sua costruzione, iniziata nella seconda metà del 1600 è proseguita per circa un secolo.
Troviamo lavori in corso nel 1763 e la definitiva sistemazione negli anni seguenti.
Il 23 Gennaio 1777 iniziarono le operazioni - che durarono due mesi - per la fusione sul posto, cioè ai piedi del campanile stesso, delle nuove 5 campane, che sono poi le attuali.
Anche in questa occasione rifulse la generosità dei maggianichesi.
L'Uberto Pozzoli racconta che "un bel giorno mentre i sindaci della chiesa questuavano il denaro per le campane, si vide un certo Mazzucconi versare a piene mani le monete d'oro - d'oro, capite? - nella bussola delle offerte".
Avevano forse ragione le nostre nonne che ci raccontavano che nelle nostre campane era stato fuso anche l'oro.
Se non l'oro vero di metallo, certamente quello del cuore.
Durante l'ultima guerra alcune campane (la 4.a e la 5.a, cioè le più grosse) furono requisite nel 1943 e portate presso la Fonderia Oltolina di Seregno per essere fuse e farne cannoni. Però la paziente e discreta opera del parroco don Battista Vergottini fece sì che al termine della guerra le campane fossero ricuperate intatte e rimesse al loro posto.
Già che stiamo parlando di don Battista diciamo che merito suo fu anche quello di avere bene nascosto in quel triste periodo i preziosi quadri del Luini e del Ferrari, che poi nel 1945 tornarono ai loro posti in chiesa.
Erano stati accuratamente custoditi a Villa Luce sopra Barco.
E visto che così, un po' di sfuggita, abbiamo fatto degli accenni ai parroci di questo nostro secolo ed abbiamo parlato anche, forse troppo benevolmente, del buon cuore dei maggianichesi, vogliamo raccontare - certamente non per rendere amare le belle cose fin qui dette - un triste fatto che ha colpito l'ultimo parroco del 1800, don Enrico Dossena - che fu tra noi dal 1869 al 1896.
Anche lui definito "parroco buono, buono": troviamo scritto che "era tutto grazia, cortesia e bontà".
Negli ultimi anni del suo mandato pastorale fu oggetto di un fattaccio: una notte la canonica di Maggianico fu assaltata ed invasa dai ladri. Don Enrico fu legato, imbavagliato e minacciato della stessa vita. Dovette assistere così allo scempio della casa ad opera dei malviventi mascherati, che non furono mai scoperti. Venne liberato solo all'alba dalle prime persone che si erano recate alla chiesa. Da quel giorno il buon parroco fu come sconvolto; resistette ancora qualche tempo e morì durante la novena di Natale del 1896, fra il rimpianto di tutto il popolo devoto.
Un veloce cenno lo dobbiamo alle varie opere che sono sotto gli occhi di tutti noi:
il complesso dell'Oratorio Maschile, iniziato nel 1947 ed ora in via di completamento, che comprende la parte del Convegno, e la vecchia casa del coadiutore.
Il nuovo Oratorio Femminile e la Scuola Materna, sorte negli anni di cura di don Almini, in sostituzione di precedenti vecchi fabbricati che erano opera di don Dell'Oro.
Non dimentichiamo la nuova casa parrocchiale.
Ci sono poi i vari impianti sportivi.
Sono comunque opere che quasi tutti noi abbiamo visto sorgere e stiamo vedendo completare.
Se riflettiamo bene sono un complesso ben consistente di istituzioni e di attrezzature che fa senz'altro onore ai maggianichesi.
 

Confraternite Associazioni Gruppi

Da ultimo, dopo aver parlato di chiese, campanili e campane, di opere diverse, di parroci e di popolo e, purtroppo, anche di briganti, diamo una scorsa veloce alle organizzazioni della parrocchia.
Nel 1510, quindi parecchi decenni prima del riconoscimento della parrocchia, esisteva la Confraternita della Beata Vergine.
Il giorno di capodanno del 1632 il nuovo parroco don Carlo Gorio radunò "li huomini" e dopo aver spiegate e discusse le regole si dette luogo alla costituzione della Confraternita del Santissimo Sacramento, che fino a pochi anni addietro, dopo oltre tre secoli di vita, era ancora fiorente.
Gli uomini con la caratteristica divisa bianca e rossa con il grande medaglione sul petto ed il cordone al fianco. Ed i bastoni di comando che portavano nelle processioni per distinguere i "priori" dai semplici confratelli. Le donne, col velo nero, portavano appuntata sul petto la medaglia col nastrino rosso.
E' interessantissimo leggere le tante regole dell'antico statuto della Confraternita.
Queste Confraternite, attraverso donazioni e lasciti dei propri componenti, consentirono alla nostra chiesa di avere molte opere d'arte, fra le quali i quadri del Luini e del Ferrari che ancora fanno bella mostra agli altari laterali. E che dire dei diversi Crocefissi, stendardi, e arredi vari ?
Venne poi importante e numeroso il Gruppo delle Figlie di Maria, con il loro lungo vestito bianco con relativo velo, sempre bianco, ed al collo la medaglia col lungo nastro azzurro.
In questo secolo vediamo svilupparsi l'Asilo Infantile Parrocchiale (ora più modernamente chiamato Scuola Materna).
Poi il fiorire delle Associazioni di Azione Cattolica: nel 1918 la Gioventù Femminile; nel 1920/21 la Gioventù Maschile; nel 1929/30 gli Uomini e poi le Donne di A.C.
Nel 1945 e anni seguenti ebbero grande sviluppo le A.C.L.I. - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, che in parrocchia si avvicinarono ai 400 soci.
Nel 1947 prese vita il Gruppo Sportivo Giacinto Colombo, poi Polisportiva, nell'ambito dell'Oratorio Maschile. In questo ambito, notevole successo ebbe anche la Filodrammatica S.Genesio.
E poi il Convegno Parrocchiale, la Biblioteca parrocchiale, la Buona stampa, ecc.
Tutte associazioni e gruppi che avevano la proprio linfa principale e la cornice organizzativa negli Oratori Maschile e Femminile.
Non dobbiamo dimenticare la vecchia S. Vincenzo, ora sostituita in maniera più ampia e aggiornata dal Gruppo Caritas.
Il Gruppo Missionario, l'Associazione Pro-Seminario, l'Apostolato della Preghiera.
Più recente il Movimento della Terza Età, i Gruppi Familiari e altri.
E chiedo venia se, sicuramente, ne ho dimenticato qualcuno.
 

VOCAZIONI RELIGIOSE, maschili e femminili

Dagli ultimi decenni del secolo scorso ad oggi le vocazioni religiose maschili uscite dalla nostra Parrocchia sono state 17 a cui deve essere aggiunta quella di un Sacerdote nato e battezzato a Maggianico e trasferitosi altrove nell'età scolastica.
Tra questi vi è un Missionario morto in Cina nel 1936.
Abbiamo ben presente la grande gioia di tutta la parrocchia per le prime Sante Messe di Don Mauro nel 1986 e di Don Paolo quest'anno. Questa gioia era anche motivata dal fatto che da quasi trent'anni nessun novello Sacerdote della nostra Parrocchia aveva salito l'altare. Infatti per trovare altre Prime Messe di nostri giovani dobbiamo tornare indietro al 1959 - 1958 e 1955.
In campo femminile, nel passato sono state molte le vocazioni religiose.
Di maggianichesi che sono consacrate al Signore con voti religiosi ce ne sono attualmente 29.
Fra queste: 3 nella Clausura; 2 in terra di Missione in Brasile ed in Perù; 21 nei diversi ordini di suore, e 3 nell'Istituto Secolare de "La Nostra Famiglia".
Prospettive per il futuro prossimo non posso essere io a farne. Se mi è consentito esprimere un pensiero ritengo che dobbiamo pregare il Signore perchè susciti ancora vocazioni fra i nostri figli, sia ragazzi che ragazze e che le famiglie e la parrocchia tutta siano molto attente e sensibili alla problematica vocazionale.
Tutto quanto detto fin qui dimostra e conferma quanta vita e vivacità c'è e c'è sempre stata nella Parrocchia di San Andrea Apostolo di Maggianico.
Che il Signore ci conceda di sempre vedere gente convinta e preparata, pronta ad impegnarsi al solo fine della Sua gloria e del bene dei Fratelli.
E voi scusatemi se con tutte le cose dette vi ho forse, e senza forse, un poco annoiati.
Non vogliatemene male. Buon giorno a tutti.



CARTOLINE CHIESA PARROCCHIALE

Vedute artistiche chiesa Maggianico Vedute artistiche chiesa Maggianico Vedute artistiche chiesa Maggianico Vedute artistiche chiesa Maggianico Vedute artistiche chiesa Maggianico Vedute artistiche chiesa Maggianico Vedute artistiche chiesa Maggianico Vedute artistiche chiesa Maggianico Vedute artistiche chiesa Maggianico Vedute artistiche chiesa Maggianico Vedute artistiche chiesa Maggianico